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PD e UDC comprendono il significato di Stato sociale?

agosto 21, 2011

Il gruppo di facebook “Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria” e le proposte dei radicali che prevedono la decadenza dei privilegi fiscali in capo ai beni di proprietà del Vaticano sembrano aver dato vita ad un dibattito mai realmente affrontato in Italia. Da un lato c’è un nutrito gruppo di cittadini che ,indipendentemente dalle convinzioni personali ( e politiche e religiose e non religiose), chiede che anche il Vaticano dia il suo contributo per combattere la crisi economica rinunciando a tutta una serie di privilegi fiscali, dall’altro però ci sono i partiti politici che ben si guardano dal rivedere molti degli accordi che consegnano al Vaticano e alle sue attività tutta una serie di vantaggi. Se da un lato non soprende il fatto che un partito apertamente cattolico come l’UDC si schieri tra le fila pontifice, dovrebbe destare più sopresa ( ma purtroppo non desta affatto sorpresa) che sia il maggior partito di opposizione e in teoria di “centro sinistra” ad avere posizioni di tal fatta, il Partito Democratico dovrebbe rappresentare il volto progressista del paese ed invece si dimostra più conservatore dei partiti conservatori del nord Europa ( come quelli svedese e norvegese) e come ben si sa non solo in ambito economico. Stupiscono però le motivazioni addotte in difesa di questa linea : < Non si può fare la contabilità della chiesa con criteri che non tengono presente questa grande missione sociale > sostiene Casini.

< Io credo come Casini che la chiesa sia una grande ricchezza per la società italiana, le opere di carità della chiesa sono ancora più importanti per la crisi economica che sta mordendo le famiglie, il lavoro, i giovani > ripete in coro Bindi.

Ora senza voler nulla togliere alle opere caritatevoli messe in campo dalla Santa Sede, anche se molto ci sarebbe da discutere, c’è da chiedersi: ma Bindi e Casini rappresentano lo Stato o lo Stato di Città del Vaticano? Conoscono il significato dell’espressione Stato sociale? Quanto si dimostra coerente ed credibile una classe politica che ben volentieri lascia a terzi la gestione della funzione forse più importante che gestisce lo Stato? Come può una classe politica rinunciare con leggerezza alla gestione di tutte quelle attività ed azioni che difendono l’uguaglianza sostanziale sancita dalla Costituzione?

Il ragionamento che soggiace a tali parole raggiunge un picco di perversità pari solo all’ammontare mostruoso della somma che lo Stato italiano guadagnerebbe. Infatti a siffatte dichiarazioni esiste una replica semplice ed incisiva: voi siete i politici e con i soldi guadagnati dall’abolizione dei privilegi fiscali  potreste benissimo mettere in atto tutta una serie di provvedimenti che abbiano la stessa funzione o che siano persimo migliori delle iniziative cattoliche.

Per esempio si potrebbe estendere al 100%  la copertura degli asili nido, le cui rette massacrano l’economia familiare, si potrebbe gestire il mercato del baby-sitting ( sul modello scandinavo) e renderlo meno costroso per le famiglie, si potrebbero aumentare gli ammortizzatori sociali, si potrebbero fare meno tagli alla sanità, si potrebbero istituire delle mense statali per i poveri, si potrebbe aumentare l’edilizia solidale, si potrebbero aumentare le pensioni così che i pensionati non siano costretti a mangiare alle mense della Caritas, si potrebbero mettere in campo delle misure economiche che aiutino le giovani coppie ( senza differenze di sorta) a comprare o affittare le case. Detto in parole molto più semplici con cifre come quelle si potrebbe fare qualunque cosa a patto che ci siano persone abbastanza coraggiose e capaci da farle. Credo che stia proprio qui il problema: non ci sono quelle persone perchè è molto più semplice demandare ad altri il proprio dovere e le proprie funzioni, perchè cambiare le cose per davvero implica una forza di volontà che superi ogni inerzia, ogni meccanismo di autodifesa e che dia lo slancio necessario per guardare dritto al futuro.  Giusto per rendere l’idea: sono anni che a destra e sinistra si parla di lotta all’evasione, eppure fino a questo momento si sono solo premiati gli evasori.

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