Probabilmente il nuovo ministro Carfagna non ha ben capito di cosa si occupi il suo ministero, o forse era troppo intenta a pensare ai guai che il suo passato, tutt’altro che istituzionale, le sta creando.
Dichiarare che i gay non costituiscono più un problema è quanto di più assurdo si possa pensare, e dire. Viviamo in una società che ha ancora una visuale talmente ristretta da non riuscire a vedere < al di là del proprio naso >, e che quando parla di argomenti come il sesso si comporta come i bambini delle scuole elementari, perchè il livello delle costatazioni è più o meno quello. Si ride, lo si tratta in modo superficiale, si ironizza in modo stupido, e tutto ciò che di infantile si possa pensare.
Mi dispiace dover fare questo appunto al genere maschile, ma mi sembra doveroso, almeno per l’argomento. Basti pensare all’atteggiamento che hanno gli uomini nei confronti del sesso e delle donne. Gli uomini vorrebbero delle “maiale” ( scusate il linguaggio), ma che in pubblico sembrino tutte “casa e chiesa”, perchè in effetti è ancora appannaggio degli uomini parlare liberamente di sesso ed in certi termini: un uomo può avere il diritto di raccontare le proprie prestazioni ai propri amici, suppongo per vantarsene, nei modi più volgari e beceri che si possano immaginare, apostrofando le donne, occasionali o stabili, come “Tr…” se sono attive, e come “suore” e deludenti, se non lo sono. Gli uomini possono avere un numero spropositato di donne, portarsele a letto quando ritengono più opportuno, anche solo per una notte, diventando degli eroi nazionali, o quanto meno del gruppo di cui fanno parte e suscitando, in molti casi, le invidie dei propri amici. Se la stessa cosa viene fatta da una donna, è una “putt…”, e questo a giudizio non solo maschile, ma quel che è peggio a giudizio femminile.
Gli uomini, o i maschi, sono soliti usare le parole frocio, checca, culattone, ricchione, gay come insulti, il che denota che il problema è ben superiore a quello che si possa immaginare. Meno astio esiste nei confronti delle lesbiche/bisessuali, perchè fanno parte delle fantasie erotiche maschili, alzi la mano chi non ha mai sognato di < farlo con due donne >.
Gli uomini, quando vengono a conoscenza della dichiarata omosessualità di un conoscente, e magari si trovano in gruppo e in un luogo pubblico nel quale sta arrivando l’oggetto della rivelazione, come minimo si mettono al muro, per riparare la loro “verginità” e non aggiungo altro, o iniziano a far battute del tipo < Attento al cu…> ed altre genialate e raffinatezze di questo genere.
Le donne non sono da meno a volte, ma forse hanno un modo di dire le cose che le rende meno evidenti, ma sicuramente esiste una buona parte del genere femminile che prova fastidio nei confronti delle lesbiche, molto meno per i gay.
Viviamo di fatto in una società in cui persistono ancora una quantità innumerevole di pregiudizi e tabù, e il ministro Carfagna sembra giungere da Plutone, più che da Venere, perchè non so se si rende conto che il problema è ben più grave, perchè non è solo un problema legislativo, ma di costume e di cultura, e dunque molto più difficile da gestire, e in quanto Ministro delle Pari Opportunità , dovrebbe tutelare le minoranze, non fare finta che non esistano, o che non esistano i problemi ad essi allegati.
So già che scatenerò le ire dei “maschietti”, ma me ne assumo le responsabilità, ed aggiungo che so benissimo che ci sono uomini che non corrispondono alla mia descrizione.







Io non corrispondo alla tua descrizione.
Ok, ma dimmi secondo te quale è la percentuale di uomini che corrispondono alla mia descrizione? E vorrei sottolineare che non è una domanda polemica, ma è solo una richiesta di un altro punto di vista.
condivido in pieno l’analisi, anche se forse facevi meglio a mettere qualche avverbio per non circoscrivere la descrizione sull’intera categoria degli uomini. perchè se anch’io sono così mi sparo. la cosa preoccupante è però che, soprattutto nel centrodestra, il punto di vista machista, conformista e cameratesco è assimilato dalle donne con estrema facilità, basti pensare all”affaire Gardini” contro la Luxuria, alle felici uscite della mussolini (non riesco a scrivere quel cognome in maiuscolo) sul “meglio fascista che frocio”. questi casi rivelano la trasmissione culturale più che sessuale(anche se più diffusi tra noi stupidi maschi). forse, certi schemi di relazione col “diverso” (oggi la donna libera, i gay e i rom, domani gli immigrati e i comunisti…) sono funzionali al mantenimento di coesione in una società gerarchca in cui i vertici possono essere messi in discussione. la carfagna alle pari opportunità segnala la sensibilità di berlusconi sul tema, e pensare che il settanta per cento delle casalinghe hanno votato per lui…si vede che sono soddisfatte così! comunque, da ieri sto leggendo il tuo blog e quello di bontempelli. potreste lanciare anche voi un governo ombra …in bocca al lupo
Essere ce ne sono sicuramente moltissimi, ed è un problema culturale difficile da estirpare.
Di certo, il Gay Pride è del tutto ininfluente sotto questo aspetto.