Sembra che alcuni stiano cercando di cavalcare l’onda mediatica “anti-Travaglio”, per cercare di nascondere le proprie malefatte, ed ancora peggio, pretendendo pubbliche scuse.
Questa sera il senatore Castelli, all’inizio della trasmissione “Anno Zero”, ha assalito verbalmente il giornalista Travaglio, accusandolo di aver raccontato menzogne nei suoi confronti, nel libro “Se li conosci, li eviti”, e per di più pensando di poter continuare a parlare di altro, senza dare la possibilità di replica all’aggredito, evidentemente il contraddittorio è a senso unico: i politici possono contraddire i gionalisti, ma i giornalisti non i politici. Per fortuna Santore ha fermato il senatore, facendogli notare che Travaglio il diritto di rispondere ai suoi attacchi.
Il giornalista, sebbene fosse stato minacciato di denuncia e di procedimento giudiziario a suo carico dal senatore leghista, se non avesse ritrattato tutto e se non avesse chiesto pubblicamente scusa, ha confermato ogni cosa.
La disputa fra i due è continuata su cosa fosse una tangente, il reato di corruzione, e il finanziamento illecito, ma questa volta il senatore Castelli è stato raggiunto dalla cavalleria: il sindaco leghista Tosi, condannato in primo grado e il appello per istigazione all’odio razziale, sentenza in appello rivista dalla cassazione, che quindi è ritornata nuovamente in appello, quindi in poche parole un condannato in primo grado per istigazione all’odio raziale. Tosi si è risentito del fatto che Travaglio a seguito della condanna per istigazione all’odio razziale, lo abbia definito un <cavernicolo>. Castelli ha anche tentato di mettere sullo stesso piano una sentenza civile, con una sentenza per reato penale.
Mi chiedo quanto tempo dovrà passare prima che i giornalisti tornino a fare i loro lavoro, e non gli zerbini dei politici.







Perdonami, ma tu, come anche Travaglio, di diritto non avete una grande cognizione.
Dunque, e solo per amore del vero e per quante fonti posso avere.
1. Travaglio parla di richiesta del Procuratore Generale della Corte dei Conti e non si tratta di sentenza di condanna per danno erariale della Corte dei Conti. E’ diverso.
2. Bossi è stato condannato, lo sanno anche i fessi, per illecito finanziamento del partito e non per corruzione. E’ diverso anche se Travaglio ripeteva come un bambino isterico ‘Si chiama Maxi tangente Enimont, si chiama Maxi tangente Enimont’, dimostrando di non saper distinguere le posizioni di più imputati in un processo.
3. La Cassazione ha annullato con rinvio il processo Tosi. Se Travaglio non sa cosa dice la pronuncia della Cassazione, non può dire ‘eh, ma si deve fare un nuovo processo’ perchè non vuole dire niente in sé e per sé.
Dirà anche cose vere, Travaglio, ma ieri ha messo in fila un sacco di strafalcioni giudici, non c’è dubbio. Ma tanto la maggior parte delle persone non sanno distinguere e abboccano lo stesso.
Io ammetto di non avere una gran cognizione del diritto, e mai preteso di averne, perchè come ho specificato nella mia pagina personale, la mia formazione é di tutt’altro genere. Posto questo, mi permetto di contraddirti circa la diffusione della notizia sulla condanna di Bossi, potrei citarti un bel numero di persone che non lo sanno. Altrimenti nessuno si scandalizzerebbe tanto se un giornalista va in televisione e informa i cittadini su questi argomenti, perchè ciò che è detto e risaputo non può generare simili reazioni, forse è proprio perchè i cittadini non lo sanno.
In ultima analisi vorrei farti notare che io ho solo riportato una notizia, o meglio ho cercato di riportare al meglio e sinteticamente ciò che è successo ieri ad “Anno Zero”.
Ed è quasi indiscutibile che i modi del senatore Castelli possano essere opinabili, e quanto meno aggressivi.
Lo stesso tosi ha ammesso, se non ricordo male, che ritornerà in appello.
Per il resto non so che dirti….
Buona giornata e a presto
Cecilia
Ok.
Io volevo solo far notare che, come tutti, anche Travaglio sbaglia, mentre si presenta come infallibile.
E la gente, inerme, si fida di lui ciecamente.
ciao,
non che ami particolarmente travaglio, essendomi sempre tenuto lontano dai primi della classe spocchiosetti.
ma amo leggere i suoi libri, o meglio le sue cronache giudiziarie, quindi apprezzo i pochissimi giornalisti che – come diceva cecilia – non si prestano ad attività di lecchinaggio.
limone, bossi ha preso duecento milioni da enimont, è assodato e per questo è stato condannato.
prima di tutto, perché enimont glieli ha dati? per avere un tornaconto, ovvio. ecco quindi che il concetto di tangente è corretto.
secondo, perché bossi non li ha dichiarati nel bilancio della lega e non li ha versati sul conto corrente della lega? perché era vietato dalla legge.
ciò significa che 1) è comunque stato commesso un reato penale, e soprattutto 2) che se quei soldi se li fosse spesi per investirli per proprio conto, o per comprarsi una casa, nessuno lo saprà mai, resta solo ciò che bossi ci racconta.
craxi era un ladro perché i soldi in nero se li metteva nei conti in svizzera, bossi è un difensore della padania perché i soldi in nero li dava alla lega, affermazioni fatte solo da lui (e vorrei vedere se fosse così fesso da provare a dire il contrario…)
tout le monde est pays, come dicono anche a paris …
«Quando non si può attaccare il ragionamento, si attacca il ragionatore». Paul Valery.
caro Limone, io questa serie di strafalcioni di travaglio non li ho visti! premettendo che travaglio non sbaglia nel definire castelli condannato in quanto è stato realmente CONDANNATO DALLA CORTE DEI CONTI a restituire 98mila euro. La stessa c.d.c. ha ipotizzato un reato penale per il quale il consiglio dei ministri non ha dato l’autorizzazione a procedere. Ma cmq la condanna della c.d.c. c’e’ stata. se Castelli farà appello, si vedrà se dovrà pagare, ma cmq è stato condannato, porca paletta!
e poi, come si puo’ sopportare un politico che invece di kiedere skusa per aver dato incarichi di consulenza che sono costati migliaia e migliaia di euro delle nostre tasse “senza raggiungere nessun risultato”, si mette a fare il bimbo insultando uno dei poki giornalisti che fa il suo dovere senza nemmeno conoscere la differenza tra pregiudicato e soccombente nonostante abbia fatto per 5 anni il ministro di grazia e ingiustizia? è semplicemente scandaloso.
e voi di cosa vi preoccupate? del fatto che sia stata sbagliata una virgola? ma fatemi il piacere
cordialmente
vabbé
sapete tutto voi
Ritengo opportuno fare alcune precisazioni in ordine alla querelle tra il sempre ottimo Marco Travaglio ed il già ministro della giustizia on. ing. Castelli:
a) l’attuale ministro on. Umberto Bossi è un pluripregiudicato, a suo carico, infatti, risultano le sottosegnate condanne inflitte con sentenza del Giudice Penale passata in giudicato: 1) Tribunale penale ordinario di Milano conforme Corte di Appello di Milano (sentenza del 17/06/1997 divenuta irrevocabile il 13/06/1998) mesi otto di reclusione e Lire quattro milioni di multa per la violazione dell’art. 7 della Legge 02/05/1974, n. 195 e dell’art. 5 della Legge 18/11/1981, n. 659; 2) Corte di Appello di Brescia (sentenza del07/05/1999 divenuta irrevocabile il 16/12/1999) anni uno di reclisione per il reato previsto e punito dall’art. 414 del C. P. (Istigazione a delinquere) commesso in Brembate lo 04/08/1995; 3) Corte Suprema di Cassazione sentenza n. 35523/2007 del 15 – 25 settembre 2007 conferma la pronuncia di condanna per il reato previsto e punito dall’art. 214 del C. P. (Vilipendio della Bandiera) “con il tricolore mi ci pulisco il culo” (testuali parole del molto on. Ministro Leghista che poi giura fedeltà alla repubblica ed alla Costituzione nelle mani del Presidente della Repubblica (Roma Ladrona gli paga laute prebende mentre lui usa la Bandiera della Nazione per impieghi da toilette “intima”) Euro tremila di multa: la originaria pena detentiva inflitta in primo grado ed in appello è sostituita dalla precisata pena criminale pecuniaria in seguito ad una “provvidenziale” modifica legislativa varata dal Governo Berlusconi II per evitare che l’on. Ministro finisse nelle Patrie Galere (come sarebbe stato giusto) per il cumulo derivante dalle precedenti condanne. La Corte di Cassazione con la medesima sentenza annulla i benefici della non menzione e della sospensione condizionale della pena concessi al reo, erroneamente, dal Giudice di merito;
b) il Sindaco Leghista TOSI è sotto processo innanzi alla Corte di Appello di Venezia in seguito all’annullamento, con rinvio, della sentenza di condanna già pronunziata dallo stesso Giudice territoriale (cfr, Cassazione n. 13234/08) per il reato di cui agli artt. 110 C. P. e 3, c. I lett. a), della Legge n. 654 del 1975 cpme modificata dalle Legge n. 205 del 1993.
Marco Travaglio è risulatato soccombente in una causa civile, che non comporta, com’è ovvio condanna penale, intentatagli per danni da Cesare Previti e da Mediaset che si ritenevano diffamati dalle affermazioni contenute in un articolo del giornalista che definiva, guarda un pò che criminale di reporter, Previti corruttore abituale di magistrati romani (Previti ha comprato almeno tre sentenze: a) caso IMI-SIR, b) LODO MONDADORI,c) AFFAIRE SME);
Il già ministro Castelli è stato condannato per aver procurato un danno all’erario, cioè alle casse dello Stato, cioè ai cittadini contribuenti, dalla Corte dei Conti per aver affidato consulenze, per una spesa complessiva di oltre 98.000,00 Euro, ad un soggetto privo di requisiti di competenza tecnica e di preparazione nel campo della amministrazione carceraria. L’addebito penale non ha avuto corso poichè il Senato ha negato l’autorizzazione a procedere. Ma il partito dei vari Castelli, Maroni e Bossi è lo stesso che nell’aula di Montecitorio, durante il periodo di Tangentopoli agitava il cappio cui appendere i “corrotti” della cosiddetta “prima repubblica”?
Grazie a chi vorrà rispondermi.
Se non altro, sei stato più preciso tu di Travaglio, caro Vincenzo.
C’è ancora qualche piccola imperfezione, forse.
Ma il problema che pongo io è diverso, se ancora non si fosse capito. Io vorrei un’informazione giudiziaria precisa e non ideologica.
Dopo, se si vuole, si può commentare politicamente liberamente come si vuole.
Travaglio, di norma, fa l’esatto contrario.
Cosa intendi per ideologica? Informazione influenzata dalla visione politica? Oppure un’informazione inficiata da pregiudizi, ma non politici?
Ti faccio un esempio.
“Marco Travaglio è risulatato soccombente in una causa civile, che non comporta, com’è ovvio condanna penale, intentatagli per danni da Cesare Previti e da Mediaset che si ritenevano diffamati dalle affermazioni contenute in un articolo del giornalista”
fino qui è informazione
da qui
“che definiva, guarda un pò che criminale di reporter, Previti corruttore abituale di magistrati romani (Previti ha comprato almeno tre sentenze: a) caso IMI-SIR, b) LODO MONDADORI,c) AFFAIRE SME)”
è commento politico
le due cose devono essere tenute distinte, almeno secondo me, se si vuole essere corretti dal punto di vista dell’informazione
MI dispiace, ma non è così, anzi mi correggo io non la penso così.
Probabilmente sarò l’ennesima persona che ti porta ad esempio Montanelli e Biagi, ma il loro stile, seppure così diverso, come diverse erano le loro opinioni politiche, era, credo, il non puls ultra.
Loro non solo informavano, ma interpretavano, e davano la loro opinione.
Basti ricordare alcune affermazioni, giornalistiche, di Montanelli:
” L’italia non riesce a passare a destra senza passare per il manganello”
O quando fini disse “Faremo piazza pulita” , Montanelli lo accusò di fascismo; quindi secondo te, Montanelli avrebbe solo dovuto dire: “fini ha detto faremo piazza pulita” , perchè oltre non era giornalismo, ma ideologia.
Il giornalismo è si informazione, ma deve anche aiutare la gente a comprendere. La stessa cosa fa la satira, ma con altri modi e sistemi di comunicazione. Certo si potrebbe definire lo stile di Travaglio sarcastico, ma è ur sempre giornalismo. Anche Biagi era abbastanza sarcastico, Montanelli lo è stato a modo suo.
http://www.youtube.com/watch?v=1MaDgMTn0U8
Ti lascio questo link, magari lo hai gia visto, ma non si sa mai.
In questi giorni cercherò di riportare, se non trasgredisco i diritti d’autore, un editoriale che ho letto giorni fa sulla stampa, che mi è piaciuto molto. Purtroppo i giornalisti non fanno più il loro lavoro, e sono asserviti ai potenti.
E noi ne siamo una dimostrazione. Secondo te quante persone sul web si sono dichiarate solidali con Travaglio? E i giornali credi che non sappiano che sul web molte persone si sono schierate con Travaglio? Ma ne hanno dato notizia? Anche questo sarebbe un fatto da raccontare, da far sapere alle gente.
Eppure sulle testate si leggono le opinioni dei politici, e le notizie riguardanti i provvedimenti che si intendono prendere contro questi “giornalisti da strapazzo”. Io credo che quando si inizia a “togliare”, in qualsiasi campo, quando si inizia a sceglire chi può parlare e chi no, è solo un danno, non solo per la democrazia, ma per il genere umano, e la natura stessa, che ha fatto della diversità il suo punto di forza.
E ancora… E’ un danno, quando si permette solo ad una parte di poter scegliere chi far parlare a chi no, o quanta parte si da all’una o all’altra, ovviamente creando squilibri.
Ti porto un altro esempio: il pensiero cristiano cattolico, si da uno spazio spropositato alle gerarchie di Santa Romana Chiesa, eppure ci sarebbero altrettati uomini di cultura, onesti, e preziosi per il popolo italiano, che però di fatto occupano una parte infinitesimale dell’informzione, o dello spazio adibito all’esposizione dei propri punti di vista. Non dico che non si debba far parlare la “Chiesa”, sebbene io ritenga che la Chiesa su alcuni temi non dovrebbe palare, ma questa è una mia opinione, ma ritengo anche che contemporaneamente e nella stessa misura dovrebbe essere data voce anche a chi è non credente, o agnostico, o ateo, o qualunque altra cosa. Per non parlare dell’ spazio che viene dato alla satira, che non è certo il Bagaglino, quello è “sfottò”. Ma anche quella è scomoda, e da secoli perseguitata dai politici, che cercano di metterla a tacere, e quando dico secoli, intendo molti secoli, già dall’antica Grecia.
Montanelli e, forse, anche Biagi, erano davvero giornalisti.
Non erano né sensazionalistici né propagandistici.
Magari ce ne fossero oggi così.
Ciao limone, concordo con la tua analisi, nel senso che per parlare di questioni molto tecniche, nel caso giuridiche, serve la necessaria competenza/conoscenza: rispetto l’uomo e giornalista Travaglio, ma il giornalista dovrebbe avere l’umiltà di riconoscere che certe questioni sono complicate, dovrebbe informare il lettore/ascoltatore che la sua narrazione potrebbe essere imprecisa, rectius, imperfetta. Oggi mi è capitato di sentir al pur ottimo tg di sky news 24 che alla franzoni resta “la revisione della sentenza”, parole testuali. Non si rivedono le sentenze, ma i processi. Non è la stessa cosa. E non lamentatevi con quella parte della classe forense che usa bene le parole, perchè sa quanto enormemente pesino. Fuori dal tecnicismo giuridico, poi, bisogna distinguere tra responsabilità giudiziarie/amministrative da quelle politiche; una persona può anche avere una fedina penale linda ma essere politicamente un farabutto, un incapace, un incompetente. Il cattivo politico, secondo me, va combattuto su quel piano.
Saluti a tutti
Caro Talisker,
devo contraddirti, e perchè la questione è molto più seria di quello che si possa immaginare. Ma prima ammettiamo in paradosso.
Noi, almeno le nostre leggi, che abbiamo condiviso, dicono che l’omicidio è un reato, qualunque sia il motivo per cui venga perpetrato, posso esserci attenuanti, ma reato rimane tale. Se io uccido qualcuno è omicidio, non è altro.
E questo è un principio che regge la nostra civiltà, la nostra società, la nostra presunta “superiorità” ( basti pensare alle critiche che vengono fatte nei paesi in cui viene accettata la lapidazione, la vendetta privata, o il delitto d’onore).
Qundi è qualcosa di molto più profondo di quello che la gente possa pensare o percepire.
Posto questo, analizziamo prima il ruolo dei ministri ed dei parlamentari.
I ministri delle Repubblica Italiana, prima di diventare tali, giurano davanti al Presidente della Repubblica, che in quel momento è lo Stato ed è tutti i cittadini italiani, con queste precise parole: “GIURO DI ESSERE FEDELE ALLA RAPUBBLICA ITALIANA, DI OSSERVARNE LEALMENTE LA COSTITUZIONE E LE LEGGI E DI ESERCITARE LE MIE FUNZIONI NELL’INTERESSE ESCLUSIVO DELLA NAZIONE!!!”
Ti sembrano paroline da nulla? Come può un condannato giurare di osservare lealmente le leggi? Non sarebbe una contraddizione? E tu pensi che queste parole siano state scritte così a caso? Perchè magari erano carine ed elaganti? O forse perchè avevano uno spirito ben preciso e sanciscono dei principi indiscutibili ed assoluti?
Persino il Presidente giura di essere fedele alla Costituzione, e nessuna legge può promulgare un provvedimento che entri con contrapposizione con i principi della Costituzione. Perchè la Costituzione è al di sopra di ogni uomo, ricco, povero, giovane, vecchio, istruito, non acculturato che sia, è al di sopra di tutto.
Per non parlare dei parlamentari, che detengono il POTERE LEGISLATIVO, ti sembra giusto che lo detenga chi se ne è fregato delle leggi, che ha fatto quello che voleva perchè era più comodo e fruttuoso per lui, anche se questo avrebbe significato andare contro la legge? E’ come se io mi rifiutassi di imparare la grammatica italiana, ma pretendessi di scrivere un libro di grammatica.
E’ pericoloso e grave quando si accetta che un uomo ( tutte le volte l’ho inteso per essere umano) possa avere la possibilità di governare, o di promulgare leggi, o di custodire la costituzione, quando ha fatto di tutto per non rispettare la legge e/o la Costituzione, ed è pericoloso perchè permettiamo che la democrazia e la Repubblica si autodistruggano.
Non è moralismo: io venero ed amo la Costituzione e vorrei che nessuno si permettesse di insultarla con il suo agire, nè tanto meno vorrei che venisse cambiata da persone di dubbia onestà.
Cecilia sono completamente daccordo con te, il politico che ci rappresenta deve essere “Limpido” davanti alla legge . Perchè se un politico non è trasparente di fronte alle leggi che lui stesso promuove, ed è il primo a trasgredirle per i suoi interessi personali, non può pensare di rappresentarci.
Non ha la necessaria “Lucidità” di fare il suo dovere nei confronti del “Paese Italia”; può un pregiudicato fare leggi che gli vanno contro? non credo!
Purtroppo giornalisti alla “TRAVAGLIO” in giro per l’Italia che raccontano fatti e non parole, ce ne sono ben pochi e quei pochi sono affossati e derisi dal resto dell’informazione, che si prona di fronte ai politici di turno(destra o sinistra è uguale),senza punzecchiarli nei loro “difetti politici”, perchè non si vuole essere “sgarbati” con l’ospite.Davvero vogliamo un’informazione del genere, davvero vogliamo turarci il naso per non sentire lo schifo in cui l’Italia versa dal secondo dopoguerra in poi…perchè nel resto d’Europa e nel Mondo chi sbaglia paga e invece in Italia si aspetta qualche anno dalla condanna e poi ci si ricandida con un altro partito e con una nuova “verginità”? Viva Trabvaglio e quelli come lui!!!
cercasi folgio sentenza o che so io che attesti la condanna della corte dei conti a castelli…grazie
devo far tacere un collega insolente