L’Italia è ormai il paese dell’assurdo, dell’incredibile e dell’indecoroso. Ieri sera, nel corso della trasmissione ” Che tempo che fa “, il noto giornalista e opinionista Marco Travaglio ha fatto luce su delle amicizie più che opinabili del nuovo presidente del Senato, cioè della seconda carica dello stato. L’accaduto ha innescato una violenta reazione in ambito parlamentare, sia nel PDL sia nel PD; alcuni parlamentari infatti lo hanno tacciato di poco rispetto, additando un simile comportamento come inaccettabile, perchè senza contraddittorio. Come al solito in Iitalia, la stampa si è schierata con il più forte, dando voce solo all’indignazione, e tacendo il fatto che tutto ciò che aveva detto il giornalista era vero.
Renato Schifani è stato nel 1979 tra i fondatori della società Siculabrokers in cui ricoprì anche il ruolo di amministratore. Tra i soci di questa società, c’erano l’ex ministro degli Affari regionali Enrico La Loggia, Benny D’Agostino, Giuseppe Lombardo e Nino Mandalà. Benny D’Agostino è un imprenditore successivamente condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, Mandalà è stato condannato per mafia ed è stato definito dai giudici il capocosca di Villabate, Lombardo è stato presidente e consigliere delegato della società di recupero crediti Satris di cui erano soci i discussi esattori ed uomini d’onore della “famiglia” di Salemi Nino e Ignazio Salvo, arrestati da Giovanni Falcone nel 1984. Nel 1992 Schifani insieme ad Antonio Mengano e Antonino Garofalo fonda la Gms, società di recupero crediti.
Ora, mi dispiace dover ripete sempre la stessa frase, ma in un paese civile e democratico, in cui la stampa fa il suo lavoro, i giornalisti, sapendo che i fatti raccontati erano veri, avrebbero dovuto schierarsi in difesa del collega e della libertà di stampa. E invece no. Per di più non si sono ribellati al fatto che fosse stato richiesto un contraddittorio, cosa impossibile per un giornalista, quanto meno il contraddittorio immediato. Il lavoro del giornalista non è farsi confermare dai parlamentari ciò che dice, ma confermare ciò che i parlamentari, i politici, le cariche dello stato, o qualunque altra persona dice, ed in caso smascherarli. Ma questo come al solito, in un paese civile e democratico.






